27 febbraio 2017 fonte

Cento mln per l’efficienza energetica del Mezzogiorno

C’è tempo fino al 26 aprile 2017 per richiedere i nuovi incentivi all’efficienza energetica concessi attraverso Ministero dello Sviluppo Economico. I destinatari sono tutte le imprese legate a un alto consumo energetico – per esempio quelle dedite alla produzione e alla lavorazione di metalli, vetro, plastica e carta – del Sud Italia, e più precisamente nelle regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

Il dicastero, attraverso una nota stampa, fa sapere che sono pronti cento milioni di euro, a valere sul Programma Operativo Nazionale (PON) Imprese e competitività, che verranno assegnati sia alle realtà nei settori di attività economica definiti come energivori, sia da quelle qualificabili come a forte consumo di energia e rientranti nell’elenco istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA).

L’avviso prevede, fermo restando il rispetto dei requisiti generali riportati nella normativa dei contratti di sviluppo, “l’agevolabilità dei soli programmi di sviluppo per la tutela ambientale – con esclusione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione – che consentano la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese e delle aree produttive”.

L’obiettivo è “ridurre i consumi energetici e le emissioni di gas delle imprese e delle aree produttive” continuando ad avanzare su un percorso già ricco di risultati per l’Italia. Nel settore dell’efficienza infatti, il Belpaese ha già fatto parecchi passi in avanti per il raggiungimento dell’obiettivo europeo di una riduzione dei consumi di energia primaria di 20 Mtep l’anno al 2020 (pari a 15,5 Mtep di energia finale). Complessivamente, oggi, a livello nazionale sono stati risparmiati quasi 10 Mtep l’anno, evitando 26 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonicae3 miliardi di euro di spese per importare fonti fossili. Il nostro Paese, inoltre, è leader in Europa per livello d’intensità energetica del 18 per cento inferiore della media Ue. Come riferito da Enea lo scorso anno, con oltre 15mila diagnosi energetiche effettuate da oltre 8mila imprese, l’Italia si colloca al top della classifica UE dei paesi più virtuosi nell’attuazione della Direttiva sull’efficienza energetica per i check up nelle aziende. In tutto il resto d’Europa, infatti, ne sono state inviate circa 13mila, di cui 7mila sono dichiarazioni di avvenuta diagnosi. Il dato, reso noto dall’ENEA, riguarda le imprese energivore e di grandi dimensioni tenute a effettuare l’audit energetico.

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