11 agosto 2017

La Asl al lavoro dopo l’approvazione del Progetto “Minore” da parte della Regione

Falda idrica, al via i controlli nei pozzi del Salento. Dopo l’approvazione da parte della Regione del progetto «Minore», partirà adesso il monitoraggio della falda idrica leccese. Sarà dunque possibile raccogliere, analizzare e studiare un campione significativo degli oltre 13mila pozzi autorizzati (se ne stimano altrettanti abusivi) che pescano dalla falda, in modo da riuscire a classificare lo stato del rischio dei corpi idrici sotterranei entro il 2018, così come previsto dalla normativa vigente.

«La delibera della giunta regionale del 2 agosto scorso – sottolinea la Asl di Lecce – è il coronamento di un percorso durato otto mesi, durante i quali la Asl di Lecce e il dipartimento di prevenzione hanno raccolto intorno al progetto “Minore” (monitoraggi idrici non obbligatori a livello regionale) il consenso di tutti i sindaci del Salento, che lo hanno condiviso e fatto proprio. La tutela della risorsa idrica, infatti, è una problematica di particolare rilievo per la tutela della salute pubblica, specialmente alla luce degli indiscutibili cambiamenti climatici che stanno accelerando il processo di desertificazione del nostro territorio, rendendo drammatico il problema della siccità».

«L’approvazione e il finanziamento del progetto – commenta il direttore generale della Asl di Lecce, Silvana Melli – per il quale si deve ringraziare il lavoro del vice presidente della commissione Ambiente della Regione Mario Pendinelli e la forte sensibilità del presidente Michele Emiliano rispetto al binomio ambiente – salute, è una importante vittoria dei cittadini del Salento e della Asl, il cui Dipartimento di prevenzione ha proposto, dopo un serrato confronto tecnico con gli altri enti e uffici competenti in materia, uno strumento di monitoraggio straordinario, diretto ed indiretto, della falda idrica destinata ad uso umano e di attività di tutela della falda acquifera locale, particolarmente fragile nel Salento».

«Attuare un progetto così importante e condiviso pienamente dalla Regione – aggiunge Melli – servirà anche a stabilire un rapporto più forte tra istituzioni e territori all’insegna di una rinnovata sensibilità ambientale e in stretta connessione con la doverosa tutela e promozione della salute, a partire proprio dall’attenzione nei confronti dell’ambiente».

Tra gli obiettivi caratterizzanti del progetto, è previsto l’incremento del numero di fitofarmaci analizzati nelle acque, includendo anche il glifosato (erbicida ampiamente utilizzato in agricoltura), destinate ad uso umano. Inoltre, in un numero significativo di pozzi situati in allevamenti o aziende agricole, si controllerà la qualità delle acque destinate ad irrigazione o abbeveraggio, attraverso l’analisi di parametri chimici ulteriori rispetto a quelli attualmente monitorati, ma indispensabili per garantire la salubrità della catena alimentare.

Alla realizzazione del progetto saranno impegnati oltre che i servizi medici e veterinari che si occupano di igiene degli alimenti, anche l’Arpa e il dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali (Disteba) dell’Università del Salento. «Il progetto “Minore” sottolinea Giovanni De Filippis, direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Lecce costituisce un terreno di confronto operativo, frutto dell’attività della Rete per la prevenzione oncologica leccese Repol, al pari del primo report Ambiente Salute e dello studio epidemiologico Protos, che la Asl tende rilanciare proponendo la sua estensione alla contigua Asl di Brindisi, nel convincimento che le problematiche ambiente – salute non hanno confuti amministrativi, ma investono ambiti molto più vasti, addirittura sovranazionali se non planetari». Il progetto «Minore» e l’azione della Asl andranno ad intersecarsi con il piano straordinario di monitoraggio dell’area di Burgesi, a Ugento.

Foto

Gazzetta del Mezzogiorno 11 Agosto 2017

Scrivici